La Moldava - Musica a Scuola

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La Moldava

Ascolto musicale > Ascolto sec. XIX > Smetana
Bedrich Smetana (1824-1884)
"La Moldava"
(1874)
Poema sinfonico da "Ma Vlast" 
"La mia Patria"
(1874-1879)

Bedrich Smetana è stato il più grande musicista cecoslovacco. Patriota convinto, prese parte ai moti rivoluzionari del 1848 contro l'impero austro-ungarico, che, all'epoca, occupava una regione della Repubblica Ceca: la Boemia. Il fallimento dei moti lo costrinse all'esilio in Svezia fino al 1860 dove svolse con successo l'attività di insegnante, direttore d'orchestra e pianista. Tornato in patria nel 1861 riusci ad imporre la propria arte svolgendo anche l'attività di critico musicale. Una grave forma di sordità lo costrinse gradualmente ad abbandonare qualsiasi attività musicale spingendolo lentamente verso la follia. Fu il padre della musica boema nata nell'ambito delle scuole musicali nazionali della seconda metà dell'Ottocento. Al pari di Grieg in Norvegia, nella sua produzione utilizzò elementi tratti dal repertorio popolare della sua terra (canti, danze, miti) nel tentativo, peraltro riuscito, di creare un patrimonio musicale il più possibile vicino alla sensibilità del popolo boemo. 
Il poema sinfonico "Moldava" è il secondo di 6 poemi sinfonici appartenenti al ciclo "La mia Patria". In questa opera Smetana, volando sulle ali della fantasia, descrive le immagini e i suoni che il fiume Moldava incontra lungo il suo corso nel territorio ceco. Così il musicista boemo illustra la sua opera nella prefazione della partitura: "Il fiume Moldava nasce da due sorgenti, gorgoglia gaio tra le pietre e luccica al sole, si allarga e le sue rive riecheggiano di richiami di caccia e di danze paesane. Chiaro di luna, danze delle ninfe. Eccolo giunto alla rapida di S. Giovanni, sulle cui rocce le onde si infrangono spumeggiando: di là la Moldava scorre ora largamente verso Praga, dove le rende omaggio l'antica e onorabile Vyšehrad" (antica dimora dei re di Boemia) - [Testo tratto da "Guida all'ascolto della musica sinfonica" di Giacomo Manzoni]. Affidato alla grande orchestra sinfonica, il poema illustra con mirabile suggestione i seguenti episodi: 

  • Le sorgenti della Moldava: due flauti, clarinetti e poi gli archi descrivono le sorgenti del fiume boemo. Un crescendo di sonorità porta gradualmente verso il coinvolgente "Tema del fiume", che incarna l'anima del fiume Moldava: 

 

  • Caccia nel bosco: i corni dei cacciatori evocano una battuta di caccia.

  • Nozze di contadini: fagotti, clarinetti e archi descrivono un banchetto di nozze eseguendo il motivo di una danza popolare boema. 

 

  • Chiaro di luna: l'immagine del riposo notturno del fiume viene descritta dolcemente dai flauti, dai clarinetti e dall'arpa fino a quando, giunta l'alba,  il tema del fiume viene prepotentemente riaffermato dalla fluente voce degli archi.

  •  Rapide di S. Giovanni: l'intera orchestra descrive la violenza delle acque che si infrangono sulle rocce. 

  • La Moldava nel suo corso largo: torna il "Tema del fiume", ancora più veemente nella sua descrizione orchestrale, nell'inarrestabile cammino verso Praga. 

  • Il Castello di Vyšehrad: raggiunta l'antica dimora dei re di Boemia, il fiume saluta Praga e la sua gloriosa storia sulle note dell'inno nazionale. 



Video tratto da: https://www.youtube.com/watch?v=ddOAFzImZk0  
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