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Il '900

Ascolto musicale > Il cammino della musica

Alcune espressioni della musica del Novecento


Il Novecento rompe nettamente con il passato modificando le tecniche compositive e i mezzi espressivi dei vari linguaggi come non era mai avvenuto nei secoli precedenti. La nuova epoca porta con sé espressioni musicali, che, partendo dalla rivoluzione "impressionista" di Claude Debussy, portano a degli stravolgimenti del linguaggio così riassumibili:  

  • Igor Stravinskij attraverso violente dissonanze e ritmi irregolari avvicina la sua musica alla pittura violenta degli artisti Fauves (inizi del Novecento).


  • Arnold Schoenberg e l'atonalità: Schoenberg rifiuta le tecniche impressioniste di Debussy per dar vita ad una immediatezza del linguaggio affine alla pittura espressionista di inizio secolo. Per fare questo il musicista austriaco rinnega il sistema tonale arrivando a produrre opere fortemente dissonanti in cui i rapporti tra i suoni vengono completamente stravolti a favore di un'espressione libera da regole precostituite. Nasce l'atonalità.


  • Il Neoclassicismo nella musica di Igor Stravinskij: negli anni successivi alla prima guerra mondiale Igor Stravinskij segue la strada del Neoclassicismo. Tale corrente, fatta propria anche da grandi musicisti francesi e tedeschi, si rifà in modo estremamente razionale alle simmetrie della Musica del Settecento. Il primo esempio di questo genere è rappresentato dal balletto "Pulcinella" scritto da Stravinskij su musiche attribuite a Giovanni Battista Pergolesi.


  • Il nuovo linguaggio della dodecafonia: parallelamente al Neoclassicismo di Stravinskij, Arnold Schoenberg intorno agli anni venti crea una nuova grammatica musicale: la dodecafonia. Tale linguaggio impone l'utilizzo di una serie di 12 note aventi ognuna un proprio significato. Vengono superati i rapporti gerarchici tra i suoni sanciti dal "vecchio" sistema tonale, ma il musicista deve muoversi all'interno di regole molto stringenti.  

    

Proponiamo la serie utilizzata da Schoenberg in uno dei suoi primi lavori dodecafonici:



Suonare la serie di cui sopra significa produrre una espressione musicale priva di una qualsiasi logica melodica. Ogni suono non può essere ripetuto prima che siano apparsi tutti gli altri.


La serie può essere proposta partendo dall'ultima nota per andare verso la prima:




oppure possono essere capovolti gli intervalli:



  • Musica concreta ed elettronica (anni cinquanta): entrano in gioco "strumenti musicali" del tutto nuovi. Apparecchiature elettroniche producono effetti sonori che vengono fissati su un nastro magnetico e associati ad altri registrati con un microfono. Anche i suoni della vita di ogni giorno, dunque, entrano a far parte di queste nuove e suggestive espressioni musicali (Luigi Nono - Luciano Berio - John Cage -  Karlheinz Stockhausen).


  • Serialismo integrale: i principi compositivi applicati dalla dodecafonia agli aspetti melodici ed armonici della musica, vengono estesi a tutte le altre caratteristiche del suono: durate, timbri, dinamica, ecc. (Anton Webern).


  • Musica aleatoria: l'àlea, cioè la casualità, entra a far parte dell'espressione musicale. L'atto compositivo, così come il momento dell'ascolto,  prende vita dai suoni che casualmente si creano nell'ambiente o,in alcuni casi, da suoni che vengono lasciati in larga misura alle decisioni degli interpreti (J. Cage).


  • Minimalismo: nato al fianco di una omonima corrente pittorica, il Minimalismo musicale utilizza piccole cellule sonore che vengono costantemente ripetute nell'ambito di minime variazioni e impercettibili irregolarità ritmiche. Il risultato che ne deriva è rappresentato da un effetto di affascinante fissità, che in molti casi ben descrive gli ipnotici ritmi della società moderna (Philip Glass - Steve Right).    

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