Canto gregoriano - Musica a Scuola

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Canto gregoriano

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Il Canto gregoriano


Il canto gregoriano nasce da quell’insieme di canti religiosi che si svilupparono nelle chiese di Roma a partire dai primi secoli del cristianesimo. Secondo la tradizione, la molteplicità delle espressioni musicali religiose fiorite in tale ambito portò papa Gregorio Magno (VI secolo) a sistemare e raccogliere i vari canti per poi inviarli in tutti i conventi dell’Europa cristiana con l’obiettivo di unificare i riti del culto cattolico. Le melodie gregoriane, inserite all’interno della liturgia, sono in forma monodica (ad una sola voce o cantate all’unisono da un coro), in latino, senza alcun tipo di accompagnamento e, ovviamente, senza alcuna rielaborazione armonica. Possono essere sillabiche, quando ad ogni sillaba del testo corrisponde l’intonazione di una sola nota, neumatiche, quando comprendono due o tre note per sillaba e melismatiche  quando presentano numerose fioriture melodiche.

Un esempio di canto sillabico è rappresentato dall’inno "Ut queant laxis" in cui ogni sillaba del testo è intonata su una sola nota.
Tale canto inoltre, intorno al secolo XI, per opera di Guido d'Arezzo (monaco benedettino), diede i nomi alle note della nostra scala musicale. A tal proposito è sufficiente notare come le prime sillabe di ogni versetto latino corrispondano nel nome e nell'intonazione alle note di cui sopra (Ut - poi trasformato in Do / Re / Mi / Fa / Sol / La / SA poi trasformato in SI):


Video tratto da: http://www.youtube.com/watch?v=SugtS3tqsoo

Il canto melismatico invece presenta un andamento in cui ogni sillaba del testo viene intonata su una serie di note successive come nell'Alleluja ("Sia lode a Dio") che segue:


Video tratto da: http://www.youtube.com/watch?v=tc7tk6tV5-I

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